Via XX Settembre, a Fornovo, viene comunemente chiamata "Borgo grande" o, più semplicente 'Borgo', per distinguerla da Via Cesare Battisti, detta 'Borgo Piccolo' o 'Borghetto' che corre, parallelamente ad essa, più a monte perché realizzata precedentemente, quando ancora la sponda del Taro non si era spinta tanto avanti. Il 'Borgo grande' è probabilmente nato per meglio raccordare il guado o il ponte sul Taro con la strada, Romea prima e Francigena poi, che portava a 'Le Caselle' ed acquisì subito grande importanza ridimensionando quella del 'Borgo piccolo' meno agevole per la forte pendenza.
Anche dopo il declino della Via Francigena il 'Borgo' mantenne per lungo tempo ruolo di protagonista nel tessuto urbano che gli era cresciuto attorno, ma il secolo scorso la strada proveniente da Parma , che un tempo dalla frazione Filagni, percorrendo il letto del fiume, si raccordava coi due borghi da valle, venne spostata sull'attuale tracciato a monte di essi, diventando un polo di attrazione per lo sviluppo del paese. La costruzione del ponte sul Taro e del terrapieno di Via Solferino ai primi del secolo ha fatto il resto. Il 'Borgo', come un nobile decaduto,
ha sopportato e sopporta con grande dignità
l' "onta" dei negozi chiusi e dei "silenzi" che si possono "ascoltare" da una finestra aperta su questa grande cassa armonica, rimasta ormai quasi senza strumenti. Non può nemmeno sperare di avere il destino del suo confratello più vecchio perché non potrà mai essere affiancato da un altro borgo più grande. Manca lo spazio. Dovrà accontentarsi della vecchia cara "!Scogliera", ricavata anch'essa a spese del Taro e divenuta ormai strada di scorrimento per gli automezzi.
Chissà, forse in futuro potrà riprendere vitalità.
Speriamo, ma è bello anche così.
Cesare Bocchi (1997)